Monte Keli

Le Necropoli del Monte Keli: Un Complesso Sepolcrale Storico.


Le informazioni fornite descrivono le caratteristiche delle necropoli del Monte Keli (o Monte Benedetto/Santa Elisabetta), un sito archeologico significativo nel comune di Santa Elisabetta, situato a 450 metri sul livello del mare. Il nome “Keli” deriverebbe da radici semantiche che indicano “scuro”, “nero” o “luogo dei morti”, suggerendo la sua funzione funeraria.


Le necropoli di Keli presentano circa quaranta sepolcri, principalmente di due tipologie:

  • Tombe “ad arcosolio” o a “nicchia scavata nella roccia”:
  • Sono composte da una nicchia scavata nella roccia, sormontata da un arco e chiusa da una parete in muratura.
  • Precedute da un’anticamera o corridoio, la loro forma ricorda i forni usati dai contadini siciliani.
  • I cadaveri erano sepolti al centro del loculo, disposti seduti o di spalle al muro, con lo sguardo rivolto verso l’apertura, che veniva poi murata.
  • Questa disposizione imitava la postura classica del defunto all’interno delle capanne, suggerendo un richiamo all’ambiente domestico.
  • Tombe con caratteristiche particolari:
  • Alcune tombe a Keli mostrano pavimentazioni e pareti interne rettangolari o scavate nella roccia.
  • Si ipotizza che in queste i corpi fossero disposti in posizione distesa e allungata, a differenza delle tombe “ad arcosolio”.

Viene menzionata una grande tomba (14 mq) con due cavità scavate nella roccia ai lati dell’ingresso e altri tre loculi sulla parete di fondo, probabilmente usata come sepolcro collettivo, forse come cappella dedicata al culto cristiano in epoca bizantina.


Inoltre, si fa riferimento alla scoperta di un coperchio di sarcofago tardo-romano, ritrovato nei pressi di Keli. Costituito da gesso e di epoca tardo-romana, questo coperchio, probabilmente sigillato in origine, è oggi conservato presso la Biblioteca Comunale del paese. La sua storia è legata a una cronaca popolare che narra del soggiorno di Santa Rosalia sul Monte Quisquina e Monte Pellegrino, suggerendo un collegamento con figure ascetiche e la presenza di sepolture in luoghi eremitici.


Il sito si trova a sud della piana denominata Margia, ed è costituito da formazioni di marna e gesso. Le cavità sepolcrali del periodo tardo romano-bizantino (V-VI sec. a.C.) si trovano sul versante nord di Keli.


Il Gesso della Rupe di Monte Keli

La Rupe di Monte Keli è rinomata per le sue straordinarie formazioni geologiche, in particolare per i suoi cristalli di gesso giganti. Questi cristalli sono di origine sedimentaria e sono considerati tra i più grandi del bacino del Mediterraneo, con alcuni che raggiungono un’altezza eccezionale di 2,60 metri. Ciò li rende un fenomeno geologico unico, anche a livello globale.

La presenza di questi massicci cristalli di gesso è il risultato della Crisi di Salinità del Messiniano, un evento geologico verificatosi circa 5-6 milioni di anni fa. Durante questo periodo, il Mar Mediterraneo subì cicli di prosciugamento, portando alla deposizione di vasti minerali evaporitici, incluso il gesso. Le condizioni specifiche a Monte Keli hanno permesso la crescita di questi cristalli impressionantemente grandi e ben formati.

Il significato geologico di Monte Keli risiede non solo nelle dimensioni dei suoi cristalli, ma anche nella prova tangibile che essi forniscono delle trasformazioni geologiche della Terra e degli ambienti antichi. Le vene orizzontali di cristalli di gesso visibili nel terreno mostrano chiaramente le forze geologiche che hanno modellato l’area nel corso di milioni di anni.

Il sito è caratterizzato da un’abbondanza di gesso, tanto che le tradizionali case locali furono storicamente costruite utilizzando questo materiale, conferendo loro un aspetto distintivo “scintillante” alla luce del sole. Oggi, l’area è sottoposta a tutela paesaggistica per preservarne la sua unica bellezza naturale.