Monte Guastanella: Storia e Fortezza

Il Monte Guastanella è una formazione collinare gessosa di tipo rupestre alta 609 metri sul livello del mare. L’accesso alla sua sommità avviene tramite uno stretto e ripido sentiero, forse una “dedalica salita angusta e tortuosa”, frutto di un imponente “taglio” ingegneristico nella roccia viva. Questo sentiero, oggi restaurato con circa 400 gradini, si snoda sul lato nord-est del rilievo e permette di raggiungere la cima, offrendo una vista a 360° sul territorio circostante. Sul versante est è stato identificato il sito di un villaggio, documentato da un censimento del 1374-75.

La fortezza (castrum Guastanellae), situata sulla sommità, potrebbe essere stata edificata in epoca bizantina, sebbene la sua origine sia ancora oggetto di studio e potrebbe risalire all’epoca sicana. La fortezza è caratterizzata da un ingresso con cordoli di 75 cm di spessore, scavato direttamente nella roccia, e da una complessa struttura su quattro livelli altimetrici, che occupano un’area di circa 1200 mq. Le opere principali consistono in tre camere scavate nella roccia e una grande cisterna coperta, con una capacità di 12.000 litri d’acqua.

Il nome “Guastanella” deriverebbe dall’arabo “Guastatiel” o “Gastaiel”, a sua volta influenzato dal latino “castrum”. La fortezza era strategica, permettendo la comunicazione tra i territori circostanti tramite segnali di fumo. La sua posizione arroccata la rendeva facilmente difendibile.

Nel 1220, durante i violenti scontri che sconvolsero la Sicilia, tra le truppe sveve e le milizie arabe, l’allora imprevedibile fortezza di Ursin (o Ursino) tenne in ostaggio, per quattordici mesi, Ursone, il vescovo di Agrigento. Fu liberato solo dopo aver ottenuto un riscatto di cinquantamila tari d’oro. Inoltre, un evento storico famoso avvenne a Guastanella nel XIII secolo.

Un ritrovamento di un frammento di terracotta del XIII secolo conferma l’importanza del sito in epoca protostorica. La storia di Guastanella è segnata da eventi come l’assedio di Federico II nel 1087 e la successiva capitolazione nel XIII secolo. Nel 1305, l’area entrò a far parte delle famiglie Chiaramonte e Moncada. Nel 1392 fu assegnata a Guglielmo Raimondo Moncada e nel 1448 alla famiglia De Marinis.

Sull’ultimo livello della fortezza è stata individuata un’incisione “fossa dei segnali” nella roccia, che potrebbe essere legata a un culto cristiano o a un santuario rupestre bizantino. Recenti indagini hanno rivelato anche un altro rilievo con un punto trigonometrico, confermando l’importanza topografica del sito.